Travel Security IFI Advisory: presente e futuro al tempo Covid-19

Travel Security nella fase 2 del Covid-19 e nel prossimo futuro. S News incontra sul tema Daniele Grassi, Security Risk Manager di IFI Advisory.

Come è cambiato il settore della Travel Security durante questo periodo di emergenza sanitaria internazionale?

L’emergenza sanitaria dovuta al covid-19 ha determinato una forte riduzione della mobilità internazionale. Basti considerare che, ancora oggi, circa il 90% della popolazione mondiale vive in Paesi con restrizioni alle frontiere. Si tratta, evidentemente, di una condizione assolutamente senza precedenti. Tuttavia, sarebbe un errore pensare che le attività di Travel Security si siano fermate. Negli ultimi mesi, infatti, siamo stati molto attivi nel fornire supporto ai nostri Clienti sia nella gestione dei rimpatri dall’estero sia in attività di monitoraggio locale, allo scopo di orientare le politiche aziendali a tutela del personale locale e degli expat rimasti. Pensi alle difficoltà interpretative dei decreti pubblicati in Italia e non avrà problemi a comprendere quanto possa essere difficile fornire indicazioni chiare e puntuali su decine di Paesi diversi, ciascuno con le proprie specificità.

Negli Stati Uniti, ad esempio, ciascuno Stato federato ha adottato restrizioni di diversa portata e applicabilità. E ciò vale, non solo per gli Stati federati o confederati, ma per la maggior parte dei Paesi.

In questo caso, quindi, è necessario monitorare costantemente le fonti ufficiali locali ed effettuare continui controlli incrociati, anche attraverso contatti diretti con Ambasciate, autorità doganali e aeroportuali, compagnie aeree, ecc. Un lavoro faticoso e incessante, ma fondamentale per fornire un supporto concreto ai nostri Clienti in una fase tanto delicata.

Qual è stato l’impatto Covid-19 su IFI Advisory e sulle Aziende?

Un po’ come avvenuto per molte altre imprese, anche noi abbiamo sfruttato questa fase di emergenza per adottare un assetto organizzativo più flessibile e per accelerare ulteriormente un processo di digitalizzazione avviato già da alcuni anni.

Anche i nostri servizi si sono adattati alle nuove esigenze dei nostri Clienti, seguendo, in qualche modo, quella che è stata un’evoluzione generale della security in ambito aziendale, che appare oggi sempre più centrale. Oserei dire che questo è uno dei pochi aspetti positivi di questa terribile emergenza: la security è diventata, in molti casi, il principale punto di riferimento per le altre funzioni aziendali, forse grazie a un approccio trasversale e flessibile, oltre che alla capacità di raccordo e coordinamento con autorità pubbliche, in Italia e all’estero.

A quando la ripresa?

Già a partire dalle prossime settimane, si assisterà a una ripresa delle attività all’estero, anche se sarà graduale e prudente. Durante questa fase, la necessità di ottenere informazioni puntuali e aggiornate sarà ancora più importante ed è proprio per questo che IFI Advisory ha creato una apposita piattaforma dedicata al covid-19, ove sono disponibili informazioni sui contagi, sulle capacità del sistema sanitario nazionale, sulle restrizioni adottate alle frontiere e sui trasferimenti interni, sulle misure relative ad assembramenti, attività lavorative, ecc. Il nostro obiettivo è quello di mettere a disposizione dei nostri Clienti un’unica fonte sulla quale poter trovare tutte le informazioni necessarie per ripartire.

La piattaforma Sectra24, i cui contenuti sono in parte gratuiti, rappresenta ovviamente solo una componente del nostro innovativo sistema di Travel Security, che resta però basato innanzitutto sulla nostra capacità di seguire passo dopo passo il Cliente e fornirgli tutta l’assistenza necessaria. Abbiamo creato Sectra24, quale contributo di IFI Advisory per supportare le aziende ed i professionisti in questo periodo particolarmente difficile per le persone e per le imprese. La piattaforma, disponibile su covid.sectra24.com, rappresenta una fonte sicura di informazioni, parte integrante di un sistema di Travel Security.

Sono in molti ad illudersi di poter risolvere i propri problemi con un semplice clic, ma la realtà è ben diversa. Ed è proprio per questo motivo che non forniamo soluzioni standard, ma cerchiamo sempre di adattarle sulla base delle specifiche esigenze dei nostri Clienti.

Una volta finita questa emergenza, in che mondo si troveranno ad operare le Aziende?

Sono ipotizzabili diversi scenari, alcuni dei quali radicalmente diversi tra di loro, poiché sono molte le variabili da considerare. Non dimentichiamoci, infatti, che l’emergenza covid-19 ha coinciso con una riduzione senza precedenti del costo del petrolio. Paradossalmente, potrebbe essere proprio la Cina a uscirne meglio e più in fretta degli altri, anche in ragione del forte abbassamento del costo delle materie prime.

Tuttavia, questa è solo una parte di uno scenario molto più ampio. Temo, infatti, che l’emergenza finirà con l’accentuare spinte centrifughe in molti Paesi, sia in termini di politiche commerciali sia con riferimento alla gestione dei fenomeni migratori.

Inoltre, il prevedibile aumento del debito pubblico assesterà un colpo senza precedenti alle economie più deboli, in particolare quelle dei Paesi in via di sviluppo che, più di altre, risentono negativamente delle oscillazioni dei mercati. Ciò potrebbe certamente alimentare tensioni politiche e sociali, con un effetto domino che oggi appare molto difficile da prevedere. Pensiamo, ad esempio, alla situazione del Libano, la cui economia appare oggi in una situazione di estrema precarietà, anche in ragione della scarsa capacità dell’Iran, suo alleato storico, di foraggiare le casse statali con aiuti finanziari. Ebbene, un eventuale collasso del Libano destabilizzerebbe l’intero arco mediorientale, già di per sé attraversato da gravi tensioni politiche e militari.

Una situazione molto preoccupante che rischia di verificarsi anche in altri quadranti regionali. Basti pensare, ad esempio, allo stato dell’economia argentina o all’instabilità politica e sociale brasiliana.

Se si considerano le forti tensioni tra Cina e Stati Uniti, il quadro appare quanto mai preoccupante. Fortunatamente, tutte le previsioni sono fatte per essere smentite. Anche se questo non sempre è positivo.